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        <title>fotoarts.org</title>
        <description>Feed delsito fotoarts.org</description>
        <link>http://www.fotoarts.org</link>
        <lastBuildDate>Sun, 06 Jul 2008 17:57:41 +0100</lastBuildDate>
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            <title>PHILIPPE  HALSMAN</title>
            <link>http://www.fotoarts.org/scheda_articolo.php?id=259</link>
            <description><![CDATA[<p>Philippe Halsman</p>
<p><img style="WIDTH: 126px; HEIGHT: 139px" height="60" alt="" src="http://www.fotoarts.org/faq/FA_1214492763.jpg" width="95" /></p>
<p>Lettonia 1906-Stati uniti D'America 1979</p>
<p><br />Philippe Halsman e' natoa Riga (Lettonia) ed ha cominciato a scattare fotografie a parigi nel 1930. Ha aperto uno studio ritrattistico a Montparnasse nel 1934, dove ha fotografato Andr&egrave; Gide, Marc Chagall, Andr&egrave; Malraux, Le Corbusier e altri scrittori e artisti, utilizzando un innovativo TLR che egli stesso aveva progettato.&nbsp;</p>
<p><img style="WIDTH: 217px; HEIGHT: 277px" height="60" alt="" src="http://www.fotoarts.org/faq/FA_1214492772.jpg" width="190" /></p>
<p>&nbsp;Arriv&ograve; negli stati uniti nel 1940, subito dopo la caduta della Francia, dopo aver ottenuto un visto di emergenza attraverso l'aiuto di Albert Einstein.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;<img style="WIDTH: 285px; HEIGHT: 234px" height="60" alt="" src="http://www.fotoarts.org/faq/FA_1214492779.jpg" width="236" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel corso della sua prolifica carriera in America, Halsman ha effettuato reportage e copertine per la maggior parte delle principali riviste americane,tra cui un record di 101 copertine per la rivista Life.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img style="WIDTH: 239px; HEIGHT: 258px" height="60" alt="" src="http://www.fotoarts.org/faq/FA_1214492790.jpg" width="45" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In relazione ai suoi incarichi, gli eventi lo portarono a conoscere e collaborare con molti leader del secolo.</p>
<p>&nbsp;<img style="WIDTH: 209px; HEIGHT: 248px" height="60" alt="" src="http://www.fotoarts.org/faq/FA_1214492800.jpg" width="149" /></p>
<p>&nbsp;Nel 1945 e' stato eletto presidente della American Society magazine of Photography, dove ha guidato la lotta per i fotografi creativi e diritti professionali legati ad essa.</p>
<p><img style="WIDTH: 274px; HEIGHT: 300px" height="60" alt="" src="http://www.fotoarts.org/faq/FA_1214492806.jpg" width="192" /></p>
<p>Quindi ebbe finalmente un riconoscimento internazionale, nel 1951 e' stato invitato dai fondatori della Magnum Photos per aderire ad essa come membro contribuente.</p>
<p>&nbsp;<img style="WIDTH: 232px; HEIGHT: 298px" height="60" alt="" src="http://www.fotoarts.org/faq/FA_1214492815.jpg" width="163" /></p>
<p>&nbsp;Dal 1941 in poi Halsman ebbe 37 anni di collaborazione con Salvator D'Ali, che produsse una serie di insoliti e interessanti lavori dal nome:Dali Atomicus e Dali's Mustache.</p>
<p>&nbsp;<img style="WIDTH: 209px; HEIGHT: 226px" height="60" src="http://www.fotoarts.org/faq/FA_1214493417.jpg" width="149" alt="" /></p>
<p>&nbsp;Nei primi anni 50 Halsman ha cominciato a chiedere ai suoi soggetti di saltare alla fine di ogni seduta. Queste univoche e spiritose immagini sono diventate una parte importante della sua eredit&agrave; fotografica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img style="WIDTH: 311px; HEIGHT: 284px" height="60" src="http://www.fotoarts.org/faq/FA_1214493409.jpg" width="56" alt="" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Muore il 25 giugno del 1979 a New York.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Verena Grottesi</p>]]></description>
            <author>admin@fotoarts.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>Fool Circus 2008</title>
            <link>http://www.fotoarts.org/scheda_articolo.php?id=258</link>
            <description><![CDATA[<img height="176" width="132" align="left" alt="" src="../../faq/FA_1214307401.jpg" /><strong>Fool Circus 2008</strong><br />VENERDI&rsquo;11 e SABATO 12 LUGLIO<br />Arci Shake &amp; Luxiana<br /><br /><strong>Fool Circus</strong><br /><br />Parco del Colombaio (via dei Pioppi) La Spezia<br />Apertura 19.30<br />Fool Circus &egrave; un festival di musica rock che nello stesso tempo coinvolge sinergie di altra natura, per creare una manifestazione artistica completa, un &ldquo;circo urbano&rdquo; all&rsquo;aperto. Si susseguono 3 concerti di gruppi rock a serata (Gallara, Dome and The Diggers, Peawees, Treni all&rsquo; alba, Evolution So Far, Mojomatics), dj sets e performances artistiche. Saranno presenti spazi dedicati ad allestimenti di mostre fotografiche e pittoriche in tema con l&rsquo;evento, ed espositori di materiale vintage (abbigliamento, accessori, stampe), di vinili, libri e fumetti, oltre ovviamente alla zona bar.<br />Ingresso 5 euro Per i fotografi di Fotoarts accesso al backstage, disponibilit&agrave; degli artisti per scatti e saranno selezionate le migliori fotografie per un'esposizione postuma sull'evento!!!!<br /><br />http://www.myspace.com/foolcircusfestival <br /><br />comments: http://www.fotoarts.org/forum_mnu.php?send=2&amp;thread=2543&amp;tipo=11&amp;titolo=4]]></description>
            <author>admin@fotoarts.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>2 giugno - 14 settembre 2008: Indian Stills  di Carlo Bevilaqua</title>
            <link>http://www.fotoarts.org/scheda_articolo.php?id=257</link>
            <description><![CDATA[I<img height="60" align="left" src="../../faq/FA_1214200465.jpeg" alt="" />n occasione della III edizione della Biennale Internazionale  di Fotografia di Brescia, Carlo Bevilacqua, fotografo dell'agenzia Marka dal 1995,  &egrave; lieto di invitarvi alla presentazione di <br /><em><strong>Indian Stills</strong></em>  presso la Galleria delle Battaglie di Brescia.      <br /> <br /> Il percorso espositivo &egrave; formato da una serie di trenta foto, realizzate in India alcuni anni fa. Sono immagini di ritratti, volti ravvicinati, figure in piedi, persone riprese in ambienti quotidiani. Bevilacqua vuol fare entrare il lettore in una civilt&agrave; antica almeno quanto la nostra, vuole che attraverso i silenzi di un'immobilit&agrave; e di una staticit&agrave;, che le pose propongono, emerga il senso antico di una cultura che sfugge ai dogmi della modernit&agrave;. <br /> <br />  La mostra sar&agrave; inaugurata gioved&igrave; 12 giugno 2008 alle 18.30 e proseguir&agrave; fino al 14 settembre. Seguir&agrave; aperitivo.<br /><br /><strong>Carlo Bevilacqua</strong>, fotografo e regista, &egrave; nato a Palermo  nel  1961 e da oltre vent'anni alterna la <img height="60" align="right" src="../../faq/FA_1214200473.jpeg" alt="" />fotografia alla regia di documentari e videoclip.  Inizia a fotografare a Palermo negli anni Ottanta, dedicandosi inizialmente ad  un reportage di impronta socio-antropologica. Dopo aver lavorato per agenzie di  pubblicit&agrave;, nel 1995 inizia la sua collaborazione con l'agenzia fotografica Marka,  e nel 1998 fonda la XTV Productions, una casa di produzione specializzata nella  realizzazione di servizi fotografici e video per la pubblicit&agrave; e la comunicazione  istituzionale.   <br /><br />
<p>  <strong>Per informazioni: </strong><a target="_top" href="http://www.marka.it/">www.marka.it</a>  <!--
<br>
Marka srl - Alessandra Cacherano
<br>Via Melzo, 34 - 20129 Milano
<br>Tel. 02/29519511
<br>Fax 02/29521625
<br>
E-mail: <a href="mailto:mk@marketing.it">mk@marketing.it</a>
<br>
--> </p>
<p> <strong>Galleria delle Battaglie</strong> <br /> via delle Battaglie 69/A - 25122  Brescia <br /> Tel. 0303759033 - Cell. 335/5853121 <a href="mailto:galleria@galleriabattaglie.it">galleria@galleriabattaglie.it</a>  - <a href="http://www.galleriabattaglie.it/">www.galleriabattaglie.it</a> <br /> Orari: lun 16 -19.30 mart - sab 10.15-12.45 e 16-19.30 <br /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><br /></p>]]></description>
            <author>admin@fotoarts.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>La nuova Canon EOS 1000D</title>
            <link>http://www.fotoarts.org/scheda_articolo.php?id=256</link>
            <description><![CDATA[<img width="126" vspace="5" hspace="5" height="100" align="left" src="../../faq/FA_1213255113.jpg" alt="" />Canon torna ad aggredire un segmento del mercato, quello delle reflex digitali (DSLR) di fascia entry-level, da lei stessa inaugurato con il lancio, cinque anni or sono, della celebre EOS 300D. La nuova erede porta il nome di 1000D.<br /><br />Il corpo della 1000D non si discosta molto da quello della 450D, n&eacute; per peso e dimensioni (quasi identici), n&eacute; per il design: come quest'ultima, la nuova DSLR di Canon adotta una singola ghiera di selezione, fa a meno del display LCD secondario che caratterizza i modelli semiprofessionali, e utilizza la classica disposizione dei tasti e del pad a cui ci ha ormai abituato il celebre marchio giapponese. <br /><br />Dalla sorella maggiore a 12,1 megapixel la 1000D mutua il sensore CMOS in formato APS-C (22,2 x 14,8 millimetri, con fattore di conversione di 1,6x), la cui risoluzione &egrave; stata per&ograve; limitata a 10,1 megapixel. Presenti anche gli ormai immancabili sistemi di pulizia del sensore e di inquadratura attraverso il display LCD<br /><br />La nuova macchina sar&agrave; introdotta sul mercato europeo nel corso del mese di luglio ad un prezzo di 549 euro per il solo corpo, di 599 euro per il kit con obiettivo 18-55 1:3.5-5.6 non stabilizzato, e di 649 euro per il kit con obiettivo 18-55 stabilizzato (IS). Va considerato che il prezzo su strada &egrave; generalmente sempre inferiore a quello dichiarato dal produttore, e destinato a scendere rapidamente nel giro di pochi mesi: la 450D attualmente si trova, nella versione solo corpo, a circa 600 euro.<br /><br />Per saperne di pi&ugrave;: <a href="http://www.canon.it/For_Home/Product_Finder/Cameras/Digital_SLR/EOS_1000D/index.asp">canon.it</a>]]></description>
            <author>admin@fotoarts.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>Roma: Paesaggio e ritratto - Mostra Gruppo Foto CRAL Telecomunicazioni</title>
            <link>http://www.fotoarts.org/scheda_articolo.php?id=255</link>
            <description><![CDATA[<p><strong><img height="300" alt="" hspace="5" src="http://www.fotoarts.org/faq/FA_1213077923.jpg" width="212" align="left" border="5" />Dal 13 al 19 giugno 2008</strong>, a <strong>Roma</strong>, il <strong>Gruppo Foto CRAL Telecomunicazioni</strong> organizza ed espone in mostra collettiva presso la Galleria Pentart, Vicolo del Cinque 14,&nbsp;zona Trastevere, nel pieno centro storico della Capitale. Si tratta di un'esposizione sul tema: <strong>&ldquo;Paesaggio e Ritratto&rdquo;</strong> (digitale vs. analogico &ndash; pixel vs. pellicola), con stampe delle dimensioni massime di 30X40 cm, provenienti da pellicola o file digitale.</p>
<p>Il <strong>Gruppo Foto CRAL Telecomunicazioni</strong> <strong>Roma</strong> nasce nel 1997, aderendo subito dopo alla <strong>FIAF</strong>, ed ha rappresentato sin dall&rsquo;inizio un valido momento aggregativo e formativo nell&rsquo;ambito dell&rsquo;associazionismo ricreativo-culturale, organizzando corsi di avvicinamento alla fotografia, uscite fotografiche ed esposizioni della &ldquo;foto nel cassetto&rdquo;.</p>
<p>La crescita qualitativa, unita alla consapevolezza dei propri mezzi e degli interessi suscitati, ha portato il gruppo ad affrontare tematiche sempre pi&ugrave; impegnative ed allettanti attraverso incontri, seminari (con Tano D&rsquo;Amico, Fausto Quintavalle, Dario Coletti, Antonio Arminio) e l&rsquo;organizzazione di mostre-concorsi.</p>
<p>La crescita si &egrave; dimostrata, con grande e visibile piacere di tutti, dai diversi riconoscimenti e segnalazioni ricevuti in diversi momenti espositivi sia dal Gruppo che dai singoli autori.</p>
<p><em><img height="95" alt="" hspace="4" src="http://www.fotoarts.org/faq/FA_1213077901.gif" width="250" align="left" border="5" />Siti Gruppo Foto CRAL Telecomunicazioni</em>: </p>
<p><a href="http://www.luceradente.it">www.luceradente.it</a></p>
<p><a href="http://www.luceradente.it/old/index.html">www.luceradente.it/old/index.html</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Espongono i seguenti Autori:</p>
<p><em>Roberto Agostinucci <br />Freddy Awad <br />Claudio Casti <br />Elisabetta Cattano<br />Andrea Conti<br />Franco D&rsquo;Antonio <br />Anita Gentilini <br />Fabrizio Ignesti <br />Giovanni Ingrassia <br />Paola Leone <br />Angelo Movizzo <br />Luigino Petriglia<br />Giuseppe Prisco<br />Massimiliano Salvatori<br />Paolo Scrimitore<br />Maria Adelaide Stortiglione<br />Aristide Torrelli<br />Fabio Addari</em><br /><em>Martino Caruso<br />Alessio Cipriani<br />Carlo Di Biagio<br />Elio Falletta<br />Daniele Lipari<br />Rossella Lombardi<br />Vladimir Niculenco<br />Giuseppe Pasquali<br />Gaia Tofani<br />Luigi Tosti</em></p>
<p><strong><u>Riepilogo</u></strong>:</p>
<p>Dal <strong>13</strong> al <strong>19</strong> <strong>Giugno</strong> 2008:<br />Collettiva di Fotografia<br /><strong><em>&ldquo;Paesaggio e Ritratto&rdquo; (digitale vs. analogico &ndash; pixel vs. pellicola)</em></strong></p>
<p><strong>Galleria Pentart<br /></strong>Vicolo del Cinque, 14<br />Roma &ndash; tel. 333.4088364 &ndash; 347.6038668</p>
<p><strong><em>Inaugurazione sabato 14 Giugno &ndash; ore 18,00<br /></em></strong>Orari Galleria: 17,00 &ndash; 23,00 tutti i giorni</p>]]></description>
            <author>admin@fotoarts.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>Walker Evans</title>
            <link>http://www.fotoarts.org/scheda_articolo.php?id=254</link>
            <description><![CDATA[<p>&nbsp;Scusate per l'assenza, causa forza trasloco e viaggio..ricominciamo con gli autori...</p>
<p><img width="91" height="60" src="http://www.fotoarts.org/faq/FA_1212016054.jpg" alt="" style="width: 153px; height: 114px;" />Walker Evans nacque a St. Louis nel Missouri. Figlio di benestanti studi&ograve; in scuole esclusive come il Williams College. Intorno al 1926, dopo un periodo di lavoro presso la Public Library di New York, part&igrave; per Parigi dove frequent&ograve; per un anno la Sorbona.<br />Rientrato negli Stati Uniti decise intraprendere l&rsquo;attivit&agrave; di fotografo iniziando a misurarsi, anche da un punto di vista profondamente critico, con quelle che all'epoca erano le due figure di massimo successo: Alfred Stieglitz e Edward Steichen. Evans, arriv&ograve; al rifiuto stilistico di questi due modelli cominciando invece ad apprezzare il lavoro di Paul Strand, autore verso il quale nutr&igrave; profonda ammirazione, specialmente dopo aver visto la foto della mendicante cieca pubblicata su un numero di Camera Work.</p>
<p>&nbsp;<img width="174" height="60" src="http://www.fotoarts.org/faq/FA_1212016048.jpg" alt="" style="width: 174px; height: 169px;" /></p>
<p>&nbsp;<img width="97" height="60" src="http://www.fotoarts.org/faq/FA_1212016062.jpg" alt="" style="width: 179px; height: 132px;" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel &rsquo;35 entro in contatto con Roy Stryker che lo spinse a partecipare alla Farm Security Administration, vera grande opportunit&agrave; fotografica e primo lavoro importante per il fotografo. </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;<img width="91" height="60" src="http://www.fotoarts.org/faq/FA_1212016029.jpg" alt="" style="width: 192px; height: 167px;" /><img width="74" height="60" src="http://www.fotoarts.org/faq/FA_1212016022.jpg" alt="" style="width: 74px; height: 167px;" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&rsquo;esperienza della FSA lo vide in viaggio per gli stati del sud e del centro degli Stati Uniti come fotografo per il monitoraggio delle condizioni di vita dei contadini durante il periodo della grande depressione. Fu sempre intento a raccogliere, con uno stile senza compromessi, netto, austero e semplice documenti sulle condizioni degli affittuari, sulle loro case, sui loro beni, sui sistemi di lavoro e pi&ugrave; in generale sulle loro reali condizioni. Riusc&igrave; a mettere mirabilmente in stretta relazione la popolazione con i loro ambienti, con la comunit&agrave;, con il riflesso della situazione nazionale.</p>
<p>&nbsp;<img width="91" height="60" src="http://www.fotoarts.org/faq/FA_1212016042.jpg" alt="" style="width: 226px; height: 206px;" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un altro soggetto che Evans affront&ograve; con profonda dedizione furono le architetture contadine ed industriali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;<img width="76" height="60" src="http://www.fotoarts.org/faq/FA_1212016010.jpg" alt="" style="width: 227px; height: 128px;" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;Attraverso la lettura di queste ultime riusc&igrave; a trasmettere al mondo le abitudini e le esistenze di famiglie e lavoratori in relazione con la crisi economica e con le politiche del Paese. </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;<img width="88" height="60" src="http://www.fotoarts.org/faq/FA_1212016014.jpg" alt="" style="width: 218px; height: 130px;" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><br />Un mondo corale, una narrazione profondamente radicata nel sociale. Fu questa la lezione che pi&ugrave; incise nella storia della fotografia, una lezione che and&ograve; a modificare le comuni concezioni estetiche della fotografia nell&rsquo;attualit&agrave;. </p>
<p>&nbsp;<img width="75" height="60" src="http://www.fotoarts.org/faq/FA_1212016037.jpg" alt="" style="width: 224px; height: 200px;" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nell&rsquo;esperienza della FSA l&rsquo;influenza di Evans fu fondamentale. Questo infatti trasform&ograve; un organo di ricerca statunitense, volto all&rsquo;approfondimento delle situazioni economiche e al monitoraggio delle vite nelle campagne, in una esperienza unica per il mondo della fotografia, per la storia dell&rsquo;arte e per le influenze che, indubbiamente, ebbe sulle generazioni future di fotografi nel mondo.</p>
<p>Un autore che ci ha inoltrato nella street ph. Un autore da gustare..<br /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Verena Grottesi<br /></p>]]></description>
            <author>admin@fotoarts.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>Obiettivi, ed la &quot;visione&quot; fotografica</title>
            <link>http://www.fotoarts.org/scheda_articolo.php?id=253</link>
            <description><![CDATA[<p><strong>&nbsp;<img height="135" alt="" hspace="10" src="http://www.fotoarts.org/faq/FA_1211278680.jpg" width="200" align="left" border="5" /></strong></p>
<p><strong>- Introduzione</strong></p>
<p>Ciao a tutti, questo a differenza degli altri finora proprosti, non &egrave; soltanto un tutorial in senso stretto, ma anche e soprattutto un insieme di riflessioni e spunti su temi raramente trattati in ambito fotografico, ma che io ritengo fondamentali. Mi ha fatto piacere constatare che molte persone hanno trovato questa cosa interessante, e quindi ho pensato di proprla in questa sede.&nbsp; Mi farebbe altres&igrave; ovviamente piacere se si aprisse anche un dibattito sul forum, visto che appunto &egrave; importante confrontarsi sul tema, per sviscerare insieme anche altri punti di vista sull'argomento.</p>
<p>Questa volta non riesco a dare una struttura precisa alla trattazione, non trattandosi di tecniche, regole, o metdologie ben precise, si tratta piuttosto di argomenti in ordine sparso, spero cmq che sia tutto di vostro gradimento. Bene iniziamo.</p>
<p><strong>&nbsp;- Obiettivi zoom<br /></strong>&nbsp;<br />Inizio con un aneddoto che mi &egrave; capitato l'altro giorno. Ero verso il tardo pomeriggio a scattare al roseto comunale di roma, appena aperto e colmo di gente che scattava fotografie ai fiori. Avevo la D300 al collo con il 12-24 e la S3Pro sulla spalla con l'80-200 2.8. Mi si avvicina da dietro un tipo con la fotocamera al collo, con sopra montato un piccolo zoom 28-300, e prendendo con la mano il mio tele mi fa: "Ammazza che cannone!" Avendo gi&agrave; subito anni addietro il furto di tutta l'attrezzatura, compreso un altro 80-200 2.8, la prima reazione &egrave; stata di ritirarmi infastidito, questo arriva e mi tocca l'attrezzatura, come si permette? :-) Poi ho capito che non aveva brutte intenzioni e l'ho lasciato parlare. Mi fa: "Bellissimo, ma che obiettivo &egrave;? Posso vedere quanto "avvicina"?". Con un brivido gli ho passato la macchina e lui l'ha messa all'occhio, ha fatto due zoomate, e poi guardandomi con aria molto delusa mi fa: "Ma solo questo? Pensavo meglio, non mi piace, il mio avvicina e allontana di pi&ugrave;".</p>
<p>Questa &egrave; concezione tipica dello zoom, avvicinare ed allontanare. Ovvio che quello, abituato alla mostruosa escursione del suo leggero, piccolo e buio 28-300, ritenesse che il mio "cannone" fosse poco performante, perch&egrave; l'escursione focale era notevolmente inferiore.</p>
<p>Lo zoom &egrave; spesso usato stando fermi e zoomando per cambiare inquadratura. Si crede che la potenza di uno zoom stia nell'escurisone focale. In realt&agrave; lo zoom va utilizzato come le focali fisse. L'unica differenza tra uno zoom ed una focale fissa &egrave; che con lo zoom non dobbiamo cambiare obiettivo.</p>
<p>Zoomando si cambia la "focale", non solo l'inquadratura. Cambiando focale e distanza dal soggetto, e mantenendo la grandezza del soggetto costante nel mirino, possiamo constatare come le foto che si ottengono sono notevolmente differenti. Si provi ad es. a scattare ad una persona contro uno sfondo lontano, magari con un elemento ben visibile. Si parta da vicino e focale 70 (le focali sono sempre riferite al formato pieno 35mm). Scattate. Allontanatevi e scattate a 135, mantenendo la stessa inquadratura e dimensione del soggetto (all'incirca). Allontanatevi ancora e scattate a 200 di focale, stesso discorso. Avrete tre fotografie, confrontatele.</p>
<p>Vedrete nella prima pi&ugrave; sfondo ed una certa prospettiva; nella seconda lo sfondo sembra avvicinarsi, ce n'&egrave; di meno, la prospettiva si "comprime". Nello scatto a 200 lo sfondo sembra vicinissimo al soggetto, la prospettiva &egrave; "compressa", &egrave; tutto appiattito, ci sono poche cose dietro al soggetto.</p>
<p>Questo con&nbsp; uno zoom tele, potete fare la prova con uno zoom grandangolare, il concetto non cambia. Pi&ugrave; la focale &egrave; corta, pi&ugrave; lo sfondo &egrave; visibile, nel fotogramma entrano pi&ugrave; cose, il soggetto ha un rapporto dilatato con lo sfondo. Pi&ugrave; la focale si allunga e pi&ugrave; lo sfondo ed il soggetto diventano un tutt'uno, la prospettiva si comprime, nella foto entra molto meno sfondo, al limite lo sfondo non &egrave; pi&ugrave; percepibile e rimane solo il soggetto, ben stagliato contro uno sfondo sfocato ed indistinto.</p>
<p>Perch&egrave; stiamo facendo tutti questi discorsi? Lo vedremo dopo. Per ora prendete nota di questi fatti ed eventualmente, stimolati da queste osservazioni, fate le vostre prove, i vostri esperimenti.</p>
<p>L'importante per ora &egrave; capire che l'escursione focale di uno zoom &egrave; solo una semplice caratteristica, non ne determina la "potenza", la versatilit&agrave;, la qualit&agrave;, o il prestigio, determina solo quante volte non dovrete cambiare obiettivo perch&egrave; non avete sottomano la focale "giusta". Che vuol dire "giusta"? Domanda giusta, non c'&egrave; che dire, anche qui un attimo di pazienza e ci arriviamo, attendete un p&ograve; e riflettete.</p>
<p><strong>&nbsp;- Focali fisse e "visione" fotografica<br /></strong>&nbsp;<br />Ma come le focali fisse? Perch&egrave; dovrei usare una focale fissa? Ma io mi stufo a cambiare obiettivo, poi mi entra la polvere, che me ne faccio di una focale fissa? E poi, che diavolo &egrave; 'sta "visione fotografica"? Domande comuni. La risposta pi&ugrave; immediata &egrave;: "I nostri occhi sono focali fisse". Quante foto facciamo durante l'arco della giornata, noi appassionati fotoamatori, senza avere la fotocamera al collo? Ci capita di continuo di pensare "ahh, se avessi avuto la mia macchina! ..." Le foto le "vediamo" a focale fissa, i nostri occhi hanno una lunghezza focale compresa tra il 35 ed il 50 (relativamente al formato 35mm, anche denominato Full Frame), denominata focale "normale". La focale fissa ha il vantaggio che gi&agrave; sappiamo come verr&agrave; la foto, non dobbiamo perdere tempo a zoomare avanti e indietro, gi&agrave; sappiamo che vedendo un soggetto con gli occhi e portando la fotocamera all'occhio col 50 (o 35) montato, la foto verr&agrave; con le stesse proporzioni ed inquadratura che abbiamo visto dal vero.</p>
<p>In pi&ugrave;, si possono sfruttare alcuni trucchi, ad es. la focale 35 (corrispondente pi&ugrave; o meno alla focale 24, nel formato DX) &egrave; preziosa (e non a caso &egrave; stata il cavallo di battaglia dei reporter e street-photographer). Infatti, il 35 inquadra una porzione di scena che &egrave; davanti a noi pari alla distanza dal soggetto. Se mi metto a circa 5 metri da una persona so gi&agrave; che la fotocamera inquadrer&agrave; circa 2.5 metri a dx e a sx dalla persona, senza neanche guardare nel mirino. Io la uso spessissimo la focale 24 nel formato Dx, tant'&egrave; che &egrave; l'estremo di due zoom che possiedo, 12-24 e 24-70. Se vedo due persone distanti tra loro circa un metro, mi avvicino a loro, mi metto a poco meno di un metro, e so gi&agrave; di averli ai margini del fotogramma, uno a sx l'altro a dx, non devo neanche inquadrare. Nell'attimo giusto mi baster&agrave; alzare la macchina e scattare, la foto gi&agrave; l'avevo "previsualizzata" prima ancora di mettere l'occhio nella fotocamera.</p>
<p>Un esempio: <a href="http://www.fotoarts.org/scheda_foto.php?id_img=96529&amp;id_utente_galleria=102056&amp;r=1">http://www.fotoarts.org/scheda_foto.php?id_img=96529&amp;id_utente_galleria=102056&amp;r=1</a></p>
<p>L'utilit&agrave; dello zoom sta nel fatto che a quel punto si possono fare piccoli aggiustamenti finali, ma essere nel punto giusto e con la focale giusta (e possibilmente vicini al soggetto) &egrave; la prima cosa che fa fare il salto di qualit&agrave; alle fotografie. L'esperienza con le focali fisse aiuta a scoprire come quella focale vede il mondo ed aiuta a previsualizzare meglio la scena, ancor prima di inquadrarla. Inutile perdere tempo a stare fermi con i piedi a cercare la foto zoomando in continuazione, la foto la perdete il pi&ugrave; delle volte. Dovete muovervi e farvi trovare nel punto che vi dar&agrave; lo scatto che volete. Ovvio che non sempre si pu&ograve; fare, come ad es. se vi trovate davanti ad un precipizio, o a bordo di un campo da calcio.</p>
<p>Le focali fisse hanno vari vantaggi rispetto agli zoom come il costo basso, la luminosit&agrave;, la qualit&agrave; (anche se i moderni zoom sono di pari qualit&agrave;, ma non allo stesso prezzo ... ), la leggerezza e maneggevolezza, il peso, la discrezione. L'unico "svantaggio" &egrave; che dovete cambiare obiettivo. Ma se fate pratica con quella focale, poi quando montate uno zoom, vi troverete automaticamente a girarlo verso quella focale, perch&egrave; gi&agrave; saprete quello che inquadra e come lo inquadra. E nel frattempo vi sarete pure messi nel punto giusto.</p>
<p><strong>&nbsp;- Esercizi e conclusioni</strong></p>
<p>Esercizi: uscite col vostro zoom preferito e fotografate bloccandolo su una sola focale, ad es 50 (sempre nel formato full-frame, sarebbe un 30 nel formato DX. Scoprirete come le foto risultino ai votri occhi "naturali". Infatti &egrave; proprio il modo di vedere del vostro occhio. Bloccate un altro giorno lo zoom su un'altra focale, ad es. 200 (diventa un 300 nel formato DX). Scoprirete un mondo "piatto", compresso, fatto di piani e stacchi di maf. Scattate un'intera giornata col 200 e poi studiate per bene le immagini, fatelo pi&ugrave; giorni, dovete arrivare al punto di vedere con i vostri occhi come vedrebbe il 200. Fatelo con tutte le focali a vostra disposizione.</p>
<p>Alla prossima puntata, spero questa sia stata di vostro gradimento, se volete sono sul forum per chiarimenti, dubbi, o per suggerimenti su come migliorare la trattazione.</p>
<p>La prossima volta parleremo ancora di previsualizzazione, di iperfocale, di grandangoli e loro utilizzo sul campo.</p>
<p>Ciao.</p>
<p>Andrea Conti.</p>]]></description>
            <author>admin@fotoarts.org</author>
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