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- La stampa analogica
Dopo una puntata dedicata in prevalenza al digitale, questa puntata è dedicata alla stampa B/N analogica. Per stampa analogica si intende una stampa ottenuta all'ingranditore o per contatto attraverso un negativo. Tratteremo (per brevità, economia, e praticità di utilizzo in ambiente casalingo) le stampa su carta politenata, la baritata richiede investimenti di un certo livello, come attrezzature, ma anche come tempo dedicato a tutto il processo.
Con un minimo di buona volontà ed inventiva, la stampa analogica è un'attività estremamente gratificante, istruttiva, e praticabile all'interno di una comune abitazione domestica. Senza contare l'emozione di vedere comparire gradualmente sotto i propri occhi proprio la foto che volevamo vedere.
Ovviamente non si potrà essere esaustivi, si potrebbe scrivere un'enciclopedia su queste tematiche. Lo scopo è effettuare una panoramica di base, illustrando le tecniche principali e mostrando come applicarle nella pratica pratica in un ambiente casalingo, in modo che sia alla portata di tutti.
Vediamo i materiali che occorrono per effettuare in casa una stampa analogica.
- Materiali ed attrezzature
- Ingranditore E' la prima cosa da prendere in considerazione. Un ingranditore usato si trova a bassissimo prezzo, e fino al formato di base 30X40 non è neanche ingombrante. La soluzione più pratica (in mancanza di una camera oscura permanente, ovvero la stragrande maggior parte dei casi) consiste nel piazzare l'ingranditore sopra un mobiletto ditato di rotelle bloccabili; grandi cassettoni sul mobiletto stesso saranno utilissimi per riporre gli accessori, la carta sensibile, la chimica e quant'altro. Girando in posti come Ikea, per meno di 50 Eu. si prende un mobiletto a cassettoni su rotelle dell'altezza adatta. Tutto il mobiletto sarà riposto in uno stanzino o angolo della casa, e tirato fuori all'occorrenza. E' importante controllare che la colonna dell'ingranditore sia in buono stato e che la testa sia stabile. Controllate anche il meccanismo a manopola che consente di alzare ed abbasare la testa, in modo da variare l'ingrandimento del negativo, tale meccanismo deve scorrere fluidamente e senza intoppi. Le teste dispongono normalmente di un cassettino portafiltri, in modo da poter variare il contrasto della carta (vedremo dopo i dettagli) nel caso si utilizzi la carta a contrasto variabile. E' importante disporre di un ingranditore che arrivi al formato 6X6, sarà più versatile ed avremo un'illuminazione più uniforme nel caso di stampa da negativo 35mm. Io dispongo di un ingranditore DURST F60, pagato 40 Eu. Riceve negativi fino al 6X6. - Ottica da ingranditore Ogni ingranditore è dotato di un'ottica, il cui compito è quello di ingrandire il negativo proiettato sulla carta sensibile. Normalmente la focale è di 50mm, con luminosità massima f/2.8; ottime ottiche sono i Rodenstock Rodagon 50 f/2.8, anch'essi si possono comprare usati per poco. Dalla qualità dell'ottica, come nella ripresa, dipende gran parte della fotografia risultante, e la differenza tra l'obiettivo di serie dell'ingranditore appena acquistato ed il mio Rodagon è stata subito evidente. In ogni caso all'inizio non c'è bisogno di acquistare un'ottica di classe, è sufficiente avere un ingranditore anche semplice; una volta acquisita pratica si potrà decidere di fare un upgrade. - Lampada di sicurezza La lampada di sicurezza ha normalmente un colore rossastro, una frequenza luminosa alla quale la carta sensibile è refrattaria, almeno fino ad intensità e tempi di esposizione ragionevoli. Essa ha il compito di illuminare la stanza dove stampiamo (che dovrà essere oscurata, vediamo dopo i dettagli), consentendo un minimo di visibilità sull'ambiente circostante, senza rishiare velature della carta. Consiglio di aquistare un semplice portalampada flessibile con base ed appoggiarlo sopra la testa dell'ingranditore, con il portalampada rivolto verso il soffitto, in modo da creare un'illuminazione diffusa ed uniforme. All'inizio sembrerà (ed in effetti lo è) debolissima, ma gli occhi si abituano dopo un pò. - Focometro Accessorio indispensabile per mettere correttamente a fuoco il negativo sul piano della carta sensibile. E' una specie di "microscopio", in grado di ingrandire ciò che viene proiettato sulla carta in modo elevatissimo, in pratica arrivando a distinguere la grana della pellicola. In effetti, per mettere a fuoco la stampa, si mette a fuoco la grana della pellicola, vedremo dopo i dettagli di questo procedimento. L'accessorio può essere è molto economico, ed un modello di plastica come il mio costa pochi euro. - Bacinelle Serviranno 2 bacinelle in plastica (sviluppo, e fissaggio; per le carte politenate si può omettere lo stop), di formato superiore a quello con cui stampate; ad es. se stampate in 20X30, occorreranno bacinelle formato 30X40, per facilitare le operazioni di sviluppo e fissaggio. Le bacinelle un minimo costano, ed a meno di arrangiarsi con bacinelle in plastica di natura non fotografica (cosa che non consiglio), vanno acquistate nei negozi specializzati; ne vale la pena, perchè sono del materiale adatto, dispongono di cordonature sul fondo per evitare che le stampe in ammollo vi si attacchino, ed hanno anche un canale di scolo per facilitare il versamento dei prodotti chimici. Due semplici pinze in plastica per afferrare le stampe e trasferirle tra le bacinelle sono indispensabili. Importantissimo: non scambiatele mai. Nella bacinella dello sviluppo ci va solo lo sviluppo e ci si immerge solo la pinzetta dello sviluppo, lo stesso per il fissaggio. Questo per evitare di inquinare le soluzioni. Allo scopo di non confondersi è bene marchiare chiaramente le bacinelle sul bordo con un pennarello indelebile, con le scritte "SV" e "FIX". Per lo stesso motivo, le pinzette in plastica è bene sceglierle di colori differenti. - Chimica Serve un flacone di sviluppo per carta ed uno di fissaggio. Il fissaggio è lo stesso delle pellicole, ma si utilizza a concentrazione differente; lo sviluppo invece è specifico per carta. I prodotti della Ilford, come il PQ Universal ed il Rapid Fixer, sono economici, facili da usare ed ampiamente diffusi. Diluirli secondo le istruzioni accluse, e non sfruttarli mai oltre la data di scadenza prevista. - Bottiglioni di plastica a fisarmonica Servono per conservare la chimica una volta preparata (e riutilizzarla). Si riempiono sempre fino all'orlo, in quanto la loro conformazione consente di far uscire l'aria, evitando così l'ossidazione precoce delle soluzioni. - Due righelli da 50 cm. in metallo (o marginatore) Servono a tenere la carta ben distesa e piana sotto la luce dell'ingranditore. Si può usare allo stesso scopo anche un apposito "marginatore", che serve anche a definire i bordi bianchi della fotografia. Io non l'ho mai usato, lo ritengo un accessorio non indispensabile (e tra l'altro anche costosetto), e mi sono sempre arrangiato benissimo con due economici righelli in metallo. - Carta sensibile La carta sensibile è disponibile in tantissime marche e modelli, con differenti caratteristiche di resa e superficie. All'inizio consiglio di comprare un pacco di carta 24X30 del tipo semimatt o "perla", la Ilford è ottima. Ove occorra particolare definizione o brillantezza la carta lucida è più appropriata. Consiglio anche di non comprare meno di 50 fogli, in quanto all'inizio occorre fare parecchie prove pratiche e di carta ne andrà via sicuramente parecchia. - Flitri colorati di contrasto Praticamente indispensabili. Sono dei filtri colorati (ottimi quelli della Ilford) che si inseriscono in un apposito cassettino nella testa dell'ingranditore. Servono a definire il contrasto della carta, e si distinguono dal fatto che sono numerati (oltre che di colore differente): da 0 (contrasto estrememente basso) a 5 (estremamente alto), passando anche per valori intermedi. - Pennellino a setole morbide Serve a spolverare il negativo prima di inserirlo nel portanegativi dell'ingranditore. - Forbici Utilissime in tantissime occasioni, ad esempio il provino per stabilire l'esposizione base (vedremo successivamente i dettagli). - Mollette da bucato Servono ad appendere le stampe bagnate, per farle asciugare. - Conclusioni In questa prima parte abbiamo visto le cose principali che occorrono per iniziare a stampare in casa. Tutti i materiali illustrati si possono acquistare facilmente online in siti come fotomatica.it, o nei negozi di fotografia più specializzati. La prossima volta vedremo lo spazio di lavoro, la sua organizzazione ed inizieremo a stampare.
Un saluto.
Andrea Conti
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