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Copertina > Redazione > Tutorial > La fotografia in B/N - terza parte
La fotografia in B/N - terza parte - Di: andreasoft, Letto: 1621 - Del 08/11/2008

 - Introduzione
 
In questa puntata vedremo alcune tecniche utili per ottenere una buona fotografia in B/N, in particolare attraverso l'utilizzo dei filtri. La trattazione è volta ad illustrare delle metodologie per ottenere il cosiddetto "B/N di base", dal quale poi, tramite opportuni procedimenti di camera oscura/chiara, sarà possibile arrivare alla fotografia finale. La trattazione comprenderà sia la parte analogica, attraverso l'utilizzo dei filtri colorati per differenziare i toni di grigio, sia la parte digitale attraverso l'utilizzo del channel mixer.

Prima di iniziare, una piccola digressione su cosa significa ottenere un "buon B/N". Messa in questi termini, ovvero come affermazione decontestualizzata ed assoluta, affermare che esiste un "buon B/N" tout court è un'affermazione che ha poco senso.

Cito a tal proposito il maestro Ansel Adams ne "La stampa": "... In genere si presume che la stampa fine-art abbia una piena gamma di valori, chiara delineazione di forme e texture ... ma che catastrofe se tutti i fotografi seguissero questi criteri! E' vero, una nota di bianco puro o nero profondo può essere utile come chiave per gli altri valori .... ma non c'è alcuna ragione per cui (tutti i valori tonali, n.d.r.) debbano essere inclusi in tutte le immagini, non più di quanto una composizione per piano debba includere per forza tutte le 88 note della tastiera. Si possono ottenere effetti meravigliosi anche entro una ristretta e sottile gamma di valori".

Le parole di Adams (queste, ed altre dei suoi libri) rivelano che ciò che conta nel B/N è la visualizzazione del fotografo e la sua interpretazione personale della scena, non esiste un regola assoluta per "fare" il BN, non esiste il B/N perfetto e quello imperfetto, non esiste solo la stampa con i neri o con i bianchi. Di nuovo, con le parole di Adams: "... (durante il processo di stampa o di produzione del B/N digitale, n.d.r.) dovrete sforzarvi di ricordare la visualizzazione, quello che avete visto e sentito al momento di effettuare l'esposizione. Non fatevi intrappolare da un processo rigido ...".

Questo vale sia per chi fotografa che per chi osserva e valuta le fotografie.

 - I filtri colorati e la pellicola
 
Operando con pellicola B/N è assai consigliabile anteporre all'obiettivo un filtro colorato. Questo perchè ciò che ai nostri occhi appare come ben distinto, proprio perchè caratterizzato da colori differenti, sulla pellicola potrebbe apparire come la stessa tonalità di grigio, o quasi, rendendo la fotografia non corrispondente alla nostra previsualizzazione, spesso la fotografia apparirà insignificante e lontana da come ci si aspettava.

Immaginate ad es. di essere davanti ad un'alba sul mare, avete davanti a voi un costone roccioso illuminato dai primi raggi del sole ed un mare blu intenso, una scena come questa (fotografia analogica su pellicola diapositiva):

Il soggetto è chiaramente delineato, lo percepite come meraviglioso, e sicuramente correte subito a prendere la macchina fotografica per immortalarlo in B/N. Senza alcun filtro però, si ottiene un risultato che la maggior parte delle persone considererebbe deludente:

Per la pellicola non filtrata (o in digitale, effettuando una semplice desaturazione) la scena apparirà tutta della stessa tonalità di grigio uniforme, ed apparirà assai meno differenziata rispetto a quanto visto con i nostri occhi. La nostra visualizzazione probabilmente è quella del costone roccioso rosso (illuminato dalla luce rossa dell'alba) chiaramente separato dal mare blu intenso, mentre la foto apparirà come una massa informe grigia. Se questa è la nostra visualizzazione, bene è tutto ok. La mia però non è così, voglio la netta separazione di roccia e mare.

Mettiamo allora un filtro rosso davanti all'obiettivo. Otterremo un risultato sorprendente:

Il filtro rosso schiarisce i rossi e scurisce i blu, otteniamo una fotografia radicalmente diversa dalla prima, e probabilmente più interessante (anche se ancora non corrispondente alla mia visualizzazione).

Vediamo invece con un filtro blu:

Il filtro blu schiarisce i blu e scurisce i rossi, otteniamo un effetto complementare al precedente. Abbiamo tuttavia anche qui effetuato una separazione tonale, corrispondete ad una differente visualizzazione. Queal'è quella giusta? Solo noi possiamo dirlo, solo la nostra sensibilità artistica e la nostra "visualizzazione" può rispondere a questa domanda.

L'importante è capire il concetto di base: i filtri servono a far corrispondere la scena visualizzata con quella riportata sulla stampa finale, attraverso la differenziazione dei toni di grigio della scena ripresa.

 - Filtri e loro utilizzo sul campo in analogico
 
Normalmente in analogico, è bene possedere un corredo di filtri di base composto da: rosso, arancione, verde, giallo. Vediamoli uno ad uno:

 filtro rosso: schiarisce tutte le tonalità di rosso, in particolare il numero 25 ha un effetto drammatico, facendo diventare i rossi e le tonalità rosate (ad es. la pelle) quasi bianchi, mentre i blu ed i verdi diventano molto scuri. In accoppiata col polarizzatore, è in grado di restituire cieli di un nero pieno ed intenso, massimizzando il contrasto con le nuvole. Molto utile anche per sfondare la foschia in lontananza.
 
 filtro arancione: ha un effetto più moderato rispetto al rosso, ma opera nella stessa maniera.
 
 filtro verde: schiarisce i verdi, ed è indicato nella fotografia di paesaggio, dove serve per differenziare i toni del fogliame e dell'erba rispetto agli altri elementi della scena, oltre che ad evidenziare tutti i toni di verde. E' molto usato anche nella fotografia di ritratto, i toni rosati della pelle sono resi secondo sfumature naturali.
 
 filtro giallo: filtro standard per il paesaggio e per ritratto con pelle molto chiara.
 
 - Filtri e loro utilizzo sul campo in digitale
 
Fotografando in digitale, conviene riprendere la scena a colori, e poi agire tramite uno strumento denominato "channel mixer". In Adbobe Photoshop occorre andare in "Image/Adjustments/Channel Mixer". Vi compare una finestra di dialogo con tre slider, corrispondenti ai tre colori primari, rosso-verde-blu. Cliccate su "Monochrome" ed avrete a vostra disposizione un intero pacco di filtri digitali a vostra disposizione. Dovete muovere gli slider in modo che la somma dei tre colori faccia sempre 100. Ad es. assegnando 100 al rosso, 0 al verde e 0 al blu, è come se aveste messo un filtro rosso davanti all'obiettivo con la pellicola. E' possibile assegnare valori intermedi, ad es. 50 al rosso, 20 al verde e 40 al blu, oppure 50 al rosso, 70 al verde e -20 a blu, l'importante è che la somma algebrica dei valori sia sempre 100.

Giocate con questi filtri e vedete come cambia la scena. In digitale è estremamente facile, in analogico invece è più difficile perchè una volta fatta una scelta non si torna indietro, e se si è ripresa ad es. la scena solo col filtro rosso, niente si potrà fare per applicare un filtro verde.

Molti sw, come Litghtroom o Adobe Camera Raw (o le versioni più recenti di Photoshop) hanno una scelta più ampia di colori con cui giocare, e non solo i tre primari, l'importante è capire il concetto di base e poi operare con il software che si possiede.

 - Esercizi e conclusione
 
Esercitatevi a visualizzare una scena, riprendetela con la fotocamera e cercate di ottenere una foto in B/N che corrisponda il più possibile alla vostra visualizzazione attraverso le tecniche illustrate. Non fatevi ingabbiare da clichè o posizioni precostituite, non curatevi del fatto che in una data scena come voi l'avete visualizzata ci siano solo tonalità chiare, o tonalità scure, oppure tonalità intemedie, conta solo il soggetto e come voi lo percepite.

Probabilmente non riuscirete ad ottenere la fotografia che avete in mente solo con queste tecniche. Questo perchè una volta ottenuto il B/N di base, occorre passare alla camera chiara/oscura, oggetto delle prossime puntate.

Andrea Conti

   

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