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Copertina > Redazione > Tutorial > La fotografia in Bianconero - prima parte
La fotografia in Bianconero - prima parte - Di: andreasoft, Letto: 1549 - Del 04/10/2008

 

- Introduzione

Questa serie di puntate è dedicata alla fotografia in Bianconero (abbreviato d'ora in poi con l'acronimo B/N).

Il B/N, oltre a rappresentare la storia e l'origine della Fotografia, ne costituisce l'essenza stessa, esso è (o dovrebbe essere) l'elemento cardine della la cultura visiva di un fotografo o di un qualsiasi appassionato di fotografia.

Saranno presi in considerazione gli aspetti relativi alle varie fasi del processo di produzione di una fotografia B/N, dalla previsualizzazione dello scatto sul campo, alla camera oscura/chiara, fino alla stampa. Prenderò in considerazione sia la fotografia analogica che qualla digitale, cercando di volta in volta di evidenziare analogie e differenze.

L'approccio al solito sarà di tipo meramente pratico, con qualche accenno di teoria solo quando strettamente indispensabile ai fini della comprensione del concetto, per non appesantire e rendere noiosa la trattazione.

 - Conversione in B/N
 
Molto spesso, specialmente da quando il digitale è entrato nel campo della fotografia, si sente dire "questa foto la convertirei in B/N". Lo scopo principale di questa serie di articoli non è semplicemente quello di illustrare la "conversione" in B/N, sono stati pubblicati decine e decine di tutorial ed articoli di riviste ed on-line che illustrano in dettaglio come trasformare una foto a colori in una in B/N. Ovviamente più in là vedremo anche noi i metodi, le tecniche e gli strumenti principali adatti allo scopo (almeno quelli che io conosco ed utilizzo in pratica), ma lo scopo di questa serie di articoli vorrebbe essere più ampio.

Si tratta di capire innanzitutto che cosa è una fotografia in B/N. La domanda appena fatta è tutt'altro che banale. Ovviamente la risposta banale è la seguente "è una foto senza colori". Non che non sia vero ovviamente, ma è chiaro che altrettanto ovviamente non basta togliere i colori ad una foto qualsiasi per farne un B/N. La fotografia in B/N va in realtà non semplicemente "convertita" dal colore, da una foto qualsiasi scattata a colori, ma va pensata e previsualizzata in B/N già direttamente sul campo, ancor prima di scattare; questo perchè l'approccio alla fotografia in B/N è totalmente differente da quello della fotografia a colori.

Normalmente, almeno all'inizio o comunque se si ha poca esperienza, si sconsiglia di uscire con due corpi macchina, uno caricato con pellicola a colori e l'altro con pellicola B/N. Si finisce sempre per sbagliarsi, ovvero utilizzare l'approccio "B/N" con la macchina colore, e viceversa. Non stiamo ovviamente dicendo che non si deve trasformare una foto a colori in una in B/N attraverso uno dei tanti procedimenti esistenti, sia in analogico che in digitale, lo faremo e lo facciamo tutti. Stiamo dicendo che è "l'approccio in B/N" dovrebbe essere utilizzato per produrre un buon B/N.

Ma cos'è questo "approccio B/N"?

 - Approccio B/N, esempi
 
Esempio pratico (faccio riferimento all'analogico per semplicità, ma l'esempio è valido in ogni caso): vi trovate davanti ad una splendida scena, piena di fiori, con il cielo azzurro, i prati verdi e l'acqua blu brillante di un lago. Scattando prima con pellicola B/N e poi con pellicola a colori (niente filtri, stessa focale, stessa inquadratura, stessa composizione, stesso punto di ripresa, stessa coppia tempo/diaframma, etc ... ) ci si rende conto immediatamente delle differenze. Abbiamo mantenuto lo stesso approccio per le due fotografie, non abbiamo cambiato niente tra i due scatti, se non il supporto sensibile. Con tutta probabilità ci si rende conto che lo scatto a colori è quello rispondente alle nostre aspettative, lo scatto in B/N risulta piatto e poco convincente, con il cielo slavato, i fiori quasi invisibili, dispersi nel prato, l'acqua che non è più blu brillante ma di un piatto grigio medio. Tutta la foto sembra perdere qualcosa. Questo è un primo banale esempio. Perchè accade questo? Perchè la foto di partenza è costruita, composta e previsualizzata per il colore. Questa ad esempio è una foto scattata su pellicola. La diagonale di papaveri ed il loro colore rosso è indubbiamente il soggetto preponderante che risalta nella fotografia, costruita e pensata con l'approccio "colore":

Passando direttamente al B/N (semplicemente togliamo la componente colore dalla foto), senza nessun altro tipo di operazione, si ottiene questo:

La foto, in base alla mia previsualizzazione, perde forza, e soprattutto emana altri tipi di "sensazioni".

Di converso, analizziamo questo altro esempio (anche questa è una fotografia scattata su pellicola).

La cosa che salta subito all'occhio è il blu del cielo, forte come spesso accade in alta montagna, contrapposto come colore e contrasto cromatico al terreno. Si vedono poi delle piccole figure umane a sx, sul pendio. La luna si vede appena. Ad alcuni può piacere anche così, ma non è la previsualizzazione che avevo avuto al momento dello scatto, la mia previsualizzazione (e base di tutta la composizione, inquadratura, scelta dell'attimo in cui scattare, etc etc ...) era questa:

Ora la luna (che sorveglia l'intera scena) è molto più evidente, il cielo ed il terreno hanno perso l'importanza cromatica e compositiva che avevano nella scena originale, lasciando spazio alle figure umane, alla luna, alla linea del pendio ed all'obiettivo da raggiungere, in alto.

Tutte queste considerazioni sono ovviamente soggettive, alcuni "vedono" la scena così come si presenta, altri la "vedono" in B/N. Il punto è capire però è che non si passa impunemente dal colore al B/N, non bisogna "convertire" una foto pensata a colori (anche se a volte, fortuitamente, funziona), ma occorre cercare costruire la foto avendo in mente ciò che si vuole ottenere, operando in modo che gli elementi, le linee, le tonalità, le forme, l'equilibrio di fuoco/fuori fuoco, i contrasti di luce presenti all'interno della fotografia, etc ... che tutto concorra a delinearne l'essenza semantica, il significato recondito, il messaggio "corretto" (corretto dal punto di vista dell'autore ovviamente, l'unico che può stabilire la previsualizzazione della sua fotografia).

 - Esercizi
 
Usciamo con la fotocamera e facciamo come faceva Ansel Adams (il più grande stampatore B/N mai esistito, l'inventore del sistema Zonale, lo citeremo spesso nel corso della trattazione), ovvero usiamo un filtro ambrato trasparente. La cosa più semplice è utilizzare un foglio di acetato trasparente, tipo quello usato in copisteria per fare la copertina delle fotocopie rilegate. Meglio se di tonalità calda, un pò ambrata. Usiamolo per metterlo davanti agli occhi e vedere come cambia la scena che ci si presenta davanti agli occhi. Perchè non usare la fotocamera? Perchè dobbiamo imparare a farlo senza, dobbiamo inmparare a "vedere" direttamente in B/N, dobbiamo imparare a capire all'istante come fare per tirare fuori l'essenza di una data scena, in modo da riprenderla al meglio. Utilizzando questo metodo si scoprirà  facilmente come certe scene acquistano vigore attraverso il foglio di acetato, mentre altre sembreranno scialbe e piatte.

 - Conclusione
 
Bene, per questa volta abbiamo concluso, spero che questa prima parte abbia stuzzicato l'appetito, al solito per suggerimenti, domande, dubbi e quant'altro invito i gentili lettori ad utilizzare l'apposito forum in "Trucchi e tutorial".


Andrea Conti

   

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