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Copertina > Redazione > Tutorial > Come si sviluppa una pellicola B/N - tecniche e metodi
Come si sviluppa una pellicola B/N - tecniche e metodi - Di: andreasoft, Letto: 2741 - Del 13/04/2008

 - Introduzione

Ed eccoci finalmente giunti alla parte più interessante, lo sviluppo di un rullo vero. Spero abbiate fatto un pò di pratica secondo le indicazioni date nella puntata precedente, perchè qui si entra nel vivo ed ogni errore si paga con la perdita dei fotogrammi. In realtà vedremo che non è affatto complicato o pericoloso, basta seguire quelle due o tre regole di base e tutto procede senza intoppi, garantito. Inoltre, la soddisfazione di sbirciare attraverso strisciata di pellicola asciutta, e trovarci dopo tanta "fatica" proprio la foto che volevamo noi è veramente impagabile. Bene, iniziamo pure.

 - Preparazione della chimica

Saltiamo la parte relativa al caricamento della tank, si svolge in maniera identica a quanto detto nella puntata precedente (che vi consiglio di rileggere in caso di dubbi). Diamo quindi per assodato di avere la nostra tank caricata con due pellicole e pronta per essere riempita di chimica.

La chimica si compone, come già detto nelle puntate precedenti (anche qui, consiglio di rileggere le puntate relative alla pellicola B/N per tutti i dettagli) di tre bagni:

 - sviluppo
 - stop
 - fissaggio
 
Consiglio di preparare la chimica dopo aver caricato la tank, per i noti problemi e pericoli nel caricamento dovuti alla presenza accidentale di umidità o acqua nell'ambiente. E'semplice, occorre diluire in acqua, nelle proporzioni indicate nelle istruzioni, una certa quantità di prodotto chimico. L'acqua DEVE essere a 20° (gradi centigradi, 24° per il Kodak TMax). In realtà la cosa non è così critica, almeno con pellicole tradizionali come le Ilford e le Kodak Tri-X, 19° o 21° cambia poco, anche perchè si può compensare con il tempo di sviluppo, che non è MAI scritto nella pietra. Cioè, se il tempo indicato è 10 Min. a 20°, allora ad es. 9 Min. a 19° possono portare allo stesso risultato. Ovviamente poi il tempo indicato dal fabbricante è solo un punto di partenza. L'importante è trovare un metodo che porta a risultati che ci soddisfano, e poi usare sempre lo stesso senza cambiarlo mai, solo così otterremo costanza nei risultati. Ognuno ha il suo metodo, io vi dico il mio.

Prendo un comune ed economico termometro ad alcool, apro l'acqua e la miscelo, tenendo il termometro sotto il getto che scende, partendo da acqua fredda ed alzando la temperatura mano mano. Guardo il termometro che sale, appena arriva a 19°, riempio la caraffa. Questo perchè il termometro è più lento ed impreciso, e se segna 19° è perchè la temperatura reale è già 20°. In questo modo ho acqua a circa 20°. In piena estate è difficile ottenerla, bisogna eventualmente raffreddarla con un pò di cubetti di ghiaccio. Anche qui, usare l'acqua quando il termometro segna 21°, perchè il processo di raffredamento va avanti da sè ancora un pò, non si arresta immediatamente una volta tolti i cubetti di ghiaccio.

A questo punto si procede con le diluizioni, con tre caraffe separate (e ripeto, da NON SCAMBIARE MAI), una per ciascun bagno. Normalmente con una tank da due pellicole si preparano circa 300 ml di ciascuna soluzione. Dopo aver diluito è importante agitare un pò la soluzione e richiudere accuratamente e subito la confezione originale, per evitare che si rovini a contatto con l'aria.

 - Sviluppo della pellicola

Una volta pronta la chimica, si prendono le caraffe e si dispongono davanti a noi da sx verso dx (io sono mancino, il contrario per chi è destrorso), operando in piena luce. Tenete a portata di mano anche il cronometro. Si prende la tank (mi raccomando: NON APRITELA MAI, fino a che non ve lo dico), si riempie velocemente con la soluzione di sviluppo, si mette il tappo di plastica piccolo e la si sbatte con un colpo deciso sul tavolo o per terra (per evitare che piccole bollicine d'aria rimangano attaccate alla superficie della pellicola), poi si fa partire il cronometro, agitando per circa 10 sec. all'inizio di ogni minuto, circa 5-6 inversioni, tenendo la tank in mano e ruotandola con decisione con il polso.

Trascorso il tempo necessario (ad es. 10 min.), si toglie il tappo, si scarica la tank nella caraffa dello sviluppo e si procede a riempirla immediatamente con la soluzione di stop. Questo arresta lo sviluppo, normalmente 30 secondi con leggera agitazione sono sufficienti (non dimenticate di rimettere il tappo!).

Trascorsi 30 sec.- 1 min. scaricate lo stop nella sua caraffa, e versate infine il fissaggio, richiudendo anche qui con il tappo. Anche in questa fase occorre agitare un pò ogni minuto. Trascorso il tempo necessario (normalmente 3 minuti circa, ma per le pellicole TMax ci vuole di più, sono un pò durette da fissare) si scarica la tank nella caraffa del fissaggio.

Lo sviluppo è termintato! SOLO ORA SI PUO' APRIRE LA TANK, e dare una prima veloce ed ansiosa sbirciata, la luce non rovinerà più la pellicola, perchè è stata fissata.

 - Lavaggio della pellicola

A questo punto la pellicola deve essere lavata con acqua corrente, in modo che i residui di chimica siano completamente eliminati. Miscelate di nuovo acqua corrente a circa 20 gradi (qui si può tollerare più di qualche grado in più o in meno, l'importante è che non laviate la pellicola con acqua a 5° o a 40° :-) ) e metteteci sotto la tank aperta, lasciate il tutto lì per almeno 10 minuti, meglio 15 minuti. Nel frattempo riponete le soluzioni avanzate dalle caraffe nei bottiglioni a fisarmonica, chidendole accuratamente ed eliminando tutta l'aria al loro interno, in modo da poterle riutilizzare nei prossimi sviluppi, Cmq è importante NON usare MAI le soluzioni oltre il loro limite naturale di scadenza. Se il fabbricante dice che con quel fissaggio ci potete fare 10 pellicole e che dura una settimana, trascorsa una settimana o 10 pellicole, buttatelo via e rifate una nuova soluzione.

Una volta lavata la pellicola, (avrete sciacquato per bene il tappo a parte) prendete la tank piena d'acqua, mettete dentro un goccia di shampoo neutro (io uso il Neutro Roberts), chiudete con il tappo ed agitate un pò, poi scaricate completamente la tank. A questo punto, ultimo passo, estraete le spirali e buttateci sopra abbondante acqua distillata, fino a togliere tutta la schiuma formata. In questo modo avrete dei negativi ben lavati e ben esenti da macchie di calcare.

 - Asciugatura della pellicola
 
Le pellicole vanno ora tolte dalle spirali e messe ad asgiugare in  un luogo con poca polvere, in cui ci sia poco passaggio di persone (che possono sollevarla), il bagno è il luogo ideale, ma va bene anche un armadio chiuso. Io faccio così: tendo un filo nella doccia, tolgo le pellicole dalle spirali, sfilandole dolcemente e poi appendendo alla coda due mollette di legno pesanti, per tenere la tensione. Poi appendo la pellicola al filo con una molletta, chiudo la doccia e vado a dormire. La mattina seguente le pellicole sono asciutte, pronte per essere tagliate in strisce da 6 fotogrammi ed archiviate nelle buste trasparenti di carta.

Passo opzionale per i più "coraggiosi": una volta appesa la pellicola ad asgiugare, passateci DELICATAMENTE un pezzettino di carta igienica morbidissima ed inumidita leggermente con acqua distillata, dal lato lucido della pellicola stessa. Ciò eviterà del tutto il formarsi di macchie. Ma attenzione, se non eseguite questa fase a dovere, rischiate di rigare la pellicola, per cui se non vi sentire sicuri lasciate perdere.

 - Conclusione
 
Abbiamo terminato. Vi rimando al forum per dubbi o domande.
 
Ciao
Andrea.

   

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