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- Introduzione
Eccoci giunti alla seconda puntata sulla pellicola. La volta scorsa abbiamo parlato a grandi linee del rapporto tra pellicola e digitale ed abbiamo descritto per sommi capi le caratteristiche principali della pellicola, iniziando a vedere meglio la diapositiva. Oggi continueremo con la dia, non prima però di parlare dell'atteggiamento mentale della pellicola. Cos'è questo "atteggiamento mentale"?
- Pellicola, digitale, ed atteggiamento mentale
La pellicola richiede un atteggiamento mentale completamente differente rispetto al digitale. In realtà è vero il contrario. Ovvero, è il digitale che ha cambiato (purtroppo) il tipo di atteggiamento nei confronti della fotografia, portando a credere falsità del tipo che che scattare non costa niente, che con una macchina lenta a memorizzare su scheda è difficile portare a casa lo scatto buono, o che se uno non ha l'autofocus dinamico di ultima generazione a 128 punti non riesce a fare un ritratto; oppure portando a credere che con il fatto di avere in macchina una riserva infinita di scatti possa giustificare di scattare comunque, tanto poi si cancella senza problema.
L'atteggiamento mentale derivante da anni (ma se uno entra nel meccanismo subito, anche mesi) di uso della pellicola fa si che uno stia molto attento a quello che succede intorno. Si sta attenti a non scattare nè un attimo prima nè un attimo dopo, ma solo nell'attimo giusto, l'unico da cogliere (e normalmente irripetibile), perchè si hanno in canna "soltanto" 36 fotogrammi. Questa "palestra" di scatto è impagabile, ti insegna a vedere quello cha gli altri non vedono. La pellicola ti consente di farti entrare l'evento "dentro", di viverlo completamente, di farti capire che visto che stai investendo degli euro per quel rullino da "solo" 36 fotogrammi, e visto che sicuramente (è un classico) le cose interessanti arrivano sempre quando la macchina segna fotogramma 30, devi trattare quell'evento con "rispetto". Devi capirlo bene quell'evento, devi entrarci, il più velocemente possibile, perchè tu hai "solo" 36 scatti, e per cambiare rullino ci metti una vita, nel frattempo può essere tutto finito. Inoltre l'attesa dopo la ripresa ti carica, ripensi a tutto quello che hai fatto (o che non hai fatto), ripensi cose del tipo "lì era meglio fare così, li ho fatto bene, là ho fatto male etc etc ...". Fino al ritiro del materiale, dove la gioia nel vedere i risultati sperati ti "fissa" in modo permanente tutto ciò che hai fatto per raggiungerli, pensi "meno male, allora avevo fatto bene!". E la prossima volta avrai molta meno ansia, penserai solo a scattare e cogliere bene quello che vedi con gli occhi.
E' questo l'atteggiamento mentale di cui parlavo, l'atteggiamento mentale della "pellicola", che dovrebbe essere trasferito immutato alla ripresa digitale. Non è un caso se tutte le scuole di fotografia fanno usare la pellicola. Infatti, specialmente chi inizia col digitale e non ha mai avvolto la coda del rullino nel rocchetto di dx di una macchina analogica, dovrebbe pensare bene a tutte queste cose. Perchè scattare "nel mucchio" in RAW senza pensare (a tutte queste cose ed alle altre), pensando che tanto dai tremila scatti effetuati in un giorno di vacanza si possa ottenere, con ore di lavoro al PC (tra selezione degli scatti e lavorazione del RAW) lo scatto giusto è un tipo di atteggiamento che non condivido. Magari ci si riesce pure, ma allora la tecnologia che ce l'ho a fare? A che mi serve scattare in digitale (la cui principale attrattiva è la velocità del trattamento) se non ho l'atteggiamento giusto? A che mi serve se mentre io sto ancora al PC a scegliere tra 3000 scatti in RAW (ancora da sviluppare...), arriva quello che tranquillo con la macchina meccanica e la pellicolina tira fuori subito lo scatto giusto (ovviamente chiedendomi come diavolo avrà fatto ... )? E magari se ha il laboratorio sotto casa lo vede il giorno dopo? E' questa la tecnologia? La tecnologia è dentro noi stessi innanzitutto.
- La diapositiva e l'esposizione La caratteristica principale della dia è la saturazione dei colori ed il dettaglio impressionante. Attualmente una dia scansionata (magari medio formato) è in grado di competere coi migliori sensori in circolazione in fatto di resa e dettaglio, è solo questione di che scanner si usa. Il dettaglio che c'è in una Velvia esposta bene è enorme, basta solo andarlo a cercare bene.
Una volta acquistato il rullino di dia e caricato nella macchina, la prima cosa da fare è regolare subito la sensibilità ISO. Uno dice "che mi frega, tanto c'ho la sensibilità auomatica, ci pensa la macchina ad impostare la sensibilità giusta". Errato. La dia rende il massimo se è un pò sottoesposta, dove il concetto di "un pò" è relativo alla pellicola e macchina utilizzata. Infatti per ottenere la saturazione dei colori ed evitare di bruciare le alte luci (esattamente a quanto avviene nella ripresa digitale, non cambia assolutamente niente), bisogna impostare una sensibilità più alta di quella dichiarata. Con la Nikon F90x e la Sensia 100 ISO, io imposto su 160. Con la Velvia 50 ISO e la F90x imposto 64 ISO. Con la Velvia 100 ISO e la Nikon F100 imposto esattamente 100 ISO. Con molte Canon analogiche (che tendono a sottoesporre di loro) occorre invece impostare 32 ISO.
Tra 32, 50 e 64 ISO ci passa sempre 1/3 di stop, niente. Ma non per la Velvia, già 2/3 di stop in più fanno una differenza incredibile, uno stop in più è addirittura drammatico in presenza di alte luci, si brucia tutto. Analogamente dall'altra parte. è un attimo annegare tutto nell'ombra piena. Quindi, con le diapositive, bisogna fare delle prove con la propria macchina e vedere come reagisce l'esposimetro; magari scoprirete che per i vostri gusti e genere fotografico prediletto non servirà nessuna compensazione, se mettete la Sensia 100 imposterete 100.
Fate questa prova (sprecherete un rullo, ma ne vale la pena, è una cosa che si fa una volta sola): mettete nella macchina preferita la vostra pellicola preferita, e piazzandola su cavalletto fotografate un soggetto di tono medio, ad es. un muro di mattoni, delle foglie verdi, una corteccia d'albero, un volto con pelle non chiara, etc etc. Fotografatelo in modo da provare una gamma di esposizioni dell'ampiezza di un paio di stop sopra e sotto, a passi di 1/3 o 1/2 stop. Dovrete in pratica effettuare questa serie di scatti impostando il correttore d'esposizione per questa sequenza di scatto (sto ipotizzando 1/2 stop di passo):
-2; -1.5; -1; -0.5; 0; +0.5; +1; +1.5; +2
Il risultato dovrebbe assomigliare ad una sequenza di questo tipo:
        
Ripetete la sequenza per vari tipi di luce, contrastata, col sole pieno, in ombra, col cielo nuvoloso, etc etc. Segnatevi ogni volta tutto, e quando ritirate le dia dal laboratorio, esaminatele per bene. Il modo migliore è quello di acquistare per pochi soldi un piccolo visore luminoso, anche grande come il palmo della mano va bene. Segliete un tipo di luce ed esaminate tutti gli scatti effettuati in quella luce. Osservate il soggetto e decidete qual'è lo scatto che secondo voi lo rappresenta meglio. Se ad es. avete scelto lo scatto che corrisponde a -0.5, la prossima volta che vi troverete con quella luce, con quella macchina e con quella pellicola, sarete certi che il tono medio è rappresentato bene impostando la macchina a -0.5.
Spero sia tutto chiaro, eventuali dubbi e domande possiamo vederli insieme con calma sul forum dedicato alla pellicola.
- 3 SU 36
La dia è grande anche quando si tratta di buttare gli scatti. Buttarla è facile come premere "canc". Si butta il fotogramma e lo si leva di torno per sempre. Vi consiglio di buttare via imediatamente gli scatti errati, non vi serviranno mai. Dopo averli esaminati ed aver capito l'errore, vanno cestinati senza pietà. La norma è (valida con tutti i tipi di pellicola): "3 SU 36". Dovrete riuscire a salvare da un rullo di 36 fotogrammi solo 3 dia valide, buttando tutte le altre. Se avrete 3 fotogrammi buoni è andata bene. Se ne avete di più (diciamo 10-12) è andata benissimo. Se ne avrete 25 buoni o più, fermatevi e pensate, c'è qualcosa che non va nella vostra capacità di giudizio; ma eventualmente sul sito molti di questi dubbi si possono chiarire con l'aiuto del giudizio degli altri utenti (cosa valida ovviamente anche per il digitale).
Fate quest'altra prova: uscite di casa con 1 rullino, scegliete un soggetto a voi congeniale, ad es. una fontana, una persona, una manifestazione pubblica, un bar, un locale, una statua, qualsiasi cosa, e costingetevi a scattarlo tutto in un giorno a quel soggetto. Attenzione, ne avete solo uno, quindi dovrete pensare prima di premere il pulsante. Alla fine dovranno uscire i famosi 3 scatti, dai quali poi, con un'ultimo sforzo selezionerete lo scatto unico, quello che per voi rappresenta al meglio quel soggetto. E' un ottimo esercizio sia di ripresa che di selezionbe post-ripresa, se ripetuto varie volte e fatto con impegno serve a migliorare enormemente la capacità di giudizio sia durante che dopo lo scatto.
- Conclusione
Bene, per questa volta abbiamo terminato, vi invito sempre a porre domande sul forum dedicato alla pellicola.
Alla prossima puntata. Termineremo il discorso sulle dia, parlando di visione, archiviazione, scansione e stampa. Inizieremo in seguito quello sulla negativa bianconero.
Ciao Andrea.
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