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Copertina > Redazione > Tutorial > L'esposizione - quarta puntata
L'esposizione - quarta puntata - Di: andreasoft, Letto: 2950 - Del 12/01/2008

 - Introduzione
 
La volta scorsa abbiamo iniziato ad accennare la compensazione dell'esposizione con un caso pratico. Proseguiamo in questa puntata, dando ampio spazio a casi pratici, che sono il modo migliore per imparare e mettere in pratica i (forse troppi) concetti teorici visti fino a questo momento. Prima iniziamo però dalla domanda che ci eravamo posti alla fine della puntata, ovvero: "E se nella scena il tono medio non c'è?" In questo caso bisogna trovare un "sostituto" del tono medio. Il sostituto si trova o misurandolo da un'altra parte della scena (che sia illuminato però dalla stessa luce) o portandoselo da casa. Infatti due sono i casi possibili:

 - misurare il palmo della propria mano (facendoci cadere la stessa luce del soggetto) ed aprire di uno stop (per pelli chiare di più, per pelli scure di meno).
 
 - utilizzare il "cartoncino grigio". Questo cartoncino è di un perfetto grigio medio e si può trovare in varie forme e misure. Si mette il cartoncino sulla stessa luce del soggetto, si musura l'esposizione ed il gioco è fatto.
 
Uno dice: "Vabbè, ma prima che faccio tutte 'ste cose, la foto me la sono persa." Vero, ma il bello è che se la luce non cambia, questa cosa si fa una volta sola. Specialmente nelle giornate con cielo coperto (ma anche di pieno sole) la luce è costante, perchè misurare ogni volta l'esposizione? Lo fanno anche i fotografi di sport. Se la luce è costante, misurano il prato verde o il cartoncino medio, impostano una coppia tempo/diaframma, e non ci pensano più.

E se la luce cambia? Oppure se non voglio usare il metodo di sostituzione? Occorre compensare. Vediamo i casi pratici.

 - Casi pratici

Iniziamo dicendo che l'esposizione deve tener conto del soggetto, il soggetto deve essere valorizzato dall'esposizione. Valorizzato non significa "visibile" per forza, ma "reso interessante", concetto ovviamente soggettivo. Non esite l'esposizione "giusta" tout court, ma l'esposizone corretta per il soggetto ripreso e per il fotografo che riprende. Vediamo due esempi di compensazione di una stessa scena per far capire cosa stiamo dicendo. Ovviamente tengo a precisare di nuovo che tutte le foto di questo tutorial (e di tutti gli altri) sono solo esempi, non vogliono essere (e non sono) belle foto, servono solo a far capire i concetti in maniera pratica. Vediamo:

Scena d'aeroporto. Il soggetto è la ragazza ovviamente. La prima esposizione è fatta misurando la luce dell'interno. Si punta l'esposimetro spot su una zona media (ad es. il giaccone appoggiato vicino a lei), si memorizza l'esposizione (il blocco dell'esposizione lo vediamo dopo) e si scatta. La ragazza è visibile ed anche l'esterno lo è, ovviamente più chiaro. Vediamo un'altra interpretazione della stessa scena.

Ora l'esposizione è presa per fuori (ad es. si misura la coda rossa dell'aereo). Tutta la scena è più scura, forse più coinvolgente e misteriosa. La ragazza è meno visibile, ma le luci sul libro ed i capelli evidenziano maggiormente la sua concentrazione nella lettura. Insomma, il soggetto è meno visibile, ma è valorizzato. Voi quale avreste scattato?

Altro caso pratico per esplicare un concetto importante: "vedere" la luce con gli occhi. Se l'atmosfera di un posto è scura, la foto dovrebbe (a meno di interpretazioni artistiche ed oniriche, comunque "irreali") essere scura, che non significa sottoesposta, ma appunto scura. Vediamo un esempio.

Al tramonto inoltrato, nei vicoli della città, praticamente quasi al buio, ma senza luci artificiali, questa foto doveva risultare molto scura, cos' com'era dal vero. Scattando come diceva la macchina, sia a causa dello sfondo nero e della parte dx scura, la foto sarebbe venuta molto più chiara (ed anche mossa probabilmente, il tempo si sarebbe allungato troppo). Questo perchè ricorderete che l'esposimetro tenta SEMPRE di riportare tutto al tono medio, e se gli facciamo inquadrare qualcosa di scuro, "pensa" che c'è poca luce e sovraespone. Invece, scattando "come dico io", ho operato una sottoesposizione di 1.5 stop in media a prevalenza centrale. Lo stesso risultato si poteva ottenere puntanto in spot lo specchio o il muro e sottoesporre di 0.7 stop.

E' importante sottlineare che l'entità della compensazione dipende oltre che dal soggetto, anche dalla macchina (in digitale), o dalla pellicola: un conto è mezzo stop della Fuji Velvia (tantisissimo, può cambiare radicalmente la foto), un conto è mezzo stop della Fuji Reala (praticamente la foto non cambia). Bisogna imparare a conoscere come reagisce la propria macchina, facendo prove ed esperimenti. Vediamo un esempio di compensazione in positivo.

Lo sfondo luminoso, in semispot, ha reso necessario l'uso di una compensazione di +1 stop. Con 1.5 l'avrei reso quasi bianco, con +2 bianco, con +2.5 bruciato.

Altro due esempi di compensazione positiva. Nel primo caso ho misurato in spot la testa del bambino (+1.3), nel secondo ho scattato in media a prevalenza centrale (+0.7).

Invece nella prossima, compensazione negativa di -1, lo sfondo scuro ed il cappotto scuro avrebbe ingannato l'esposimetro.

Altra compensazione negativa a -1, qui è il maglione nero che avrebbe tratto in inganno.


Vediamo ora un pò di casi di esposizione spot atta a mantenere l'atmosfera di una scena. Nei notturni bisogna stare attenti a mantenere l'oscurita dell'ambiente, senza bruciare le alte luci. I singoli punti luce saranno sempre bruciati, è inevitabile ed anche giusto, ma quello che c'è intorno dovrebbe rimanere dettagliato e non sovraesposto a causa delle parti scure. Questo si ottiene esponendo in spot sulle parti iluminate. Vediamo:

Qui ho misurato (senza compensazione) in spot l'angolo in basso a sx ed ho scattato. Nella prossima invece ho misurato i capelli rossi:

Infine nella prossima ho misurato la parte più illuminata del campanile.

Vediamo un tipico caso di esposizione volta a mantenere la visibilità dell'esterno e dell'interno.

Misurando in spot il verde scuro e sottoesponendo di un stop si è riusciti a mantenere un ragionevole compromesso tra dentro e fuori.

Nel prossimo esempio vediamo invece come scattare con tempo rapido in situazione di luce mista.

Ho misurato la luce sull'asfalto grigio medio dell'esterno, ho alzato il flash sottoesposto a -0.7 ed ho scattato.

Dopo questa carrellata di esempi, concludiamo con il blocco dell'esposizione.

 - Blocco dell'esposizione
 
Il Blocco dell'esposizione è la procedura che consiste nel memorizzare l'esposizione misurata, ed usarla per scattare la fotografia. Se si scatta in manuale non c'è bisogno, basta regolare direttamente tempi e diaframmi, ma in automatico occorre bloccare la misurazione effettuata. In tutti gli esempi precedenti abbiamo visto che occorre misurare, eventualmente compensare, bloccare la misurazione, e scattare. Il blocco si fa premendo a metà il pusante di scatto e mantenendolo premuto, alcune macchine hanno un pulsante dedicato, altro macchine consentono di mantenere bloccata l'esposizione anche dopo lo scatto ed anche se non si tiene mantenuto premuto a metà (io lo sconsiglio perchè ci si dimentica facilmente di resettare la misurazione).

Questa è l'ultima parte di questo mini-tutorial sull'esposizione. Ovviamente ci sarebbero molte altre cose da dire, magari attendo un feedback sul forum se volete che qualche parte venga approfondita o se volete che qualche altra tematica legata all'esposizione venga trattata.

Ringrazio tutti per gli apprezzamenti che mi avete finora dimostrato e per la cortesia nelle vostre richieste.

Ciao, al prossimo tutorial.

Andrea Conti

   

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