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Copertina > Redazione > Tutorial > L'esposizione - prima puntata
L'esposizione - prima puntata - Di: andreasoft, Letto: 2867 - Del 07/12/2007

- Introduzione
 
Questo tutorial riguarda un caposaldo della cultura tecnica di qualsiasi fotografo/a o aspirante tale: l'esposizione (divagazione: non capisco perchè si dica "fotografo" per default, se fossi donna un pò me la prenderei. Facciamo così: ogni volta che scrivo "fotografo" è come se avessi scritto "fotografa", par condicio).
 
Anche questo tutorial, come quello sul flash ha carattere meramente pratico, senza troppa teoria o cose che poi sul campo non hanno utilità immediata. Ciò nonostante, per forza di cose in questa prima ed introduttiva puntata ci saranno più discorsi e meno esempi, ma se si avrà la pazienza di seguire si vedrà che non è affatto difficile. Questo HOWTO che consente di acquisire le basi per dominare con sufficiente dimestichezza l'esposizione, fonte delle più bieche parolacce che noi fotografi (plurale, questa m'è andata bene ... :-) ) possiamo mai pronunciare dopo aver eseguito uno scatto. La differenza tra ora e 10 anni fa è che allora le parolacce si dicevano con un giorno di ritardo, ora si dicono subito. Rimane un fatto: se non si è in grado di esporre bene si rischia di diventare volgari, un valido motivo in più per impararla :-) Vediamo meglio cos'è l'esposizione.
 
- Che cos'è l'esposizione
 
L'esposizione è una parte (fondamentale) del processo fotografico che consente di dosare la quantità di luce totale che arriva sul sensore/pellicola attraverso l'obiettivo. Dico totale, perchè la luce può essere contemporaneamente quella dell'ambiente e quella del flash. Se ne arriva troppa non va bene. Se ne arriva poca non va bene lo stesso. Ne deve arrivare la quantità corretta. Abbiamo usato i termini "troppa", "poca", "corretta". Che vuol dire? "Corretta", "troppa", o "poca" rispetto a che? Domande più che legittime, a cui darò risposta nel seguito.

Per capire meglio sin da subito, immaginate di avere sete, immaginate che la luce sia acqua, e che ci dobbiate riempire un bicchiere davanti a voi. Se ne versate poca non vi disseterete, se ne versate troppa la sprecherete e la farete debordare dal bicchiere stesso (e magari berrete troppo). La quantità "giusta" è un bicchiere d'acqua. Punto. Vedremo successivamente come trasportare questo concetto intuitivo in linguaggio fotografico.

Ora andiamo per gradi e cerchiamo di capire perchè l'esposizione è tanto importante.
 
- L'importanza di esporre bene
  
Uno scatto ben esposto è immediatamente fruibile. Infatti non occorre sprecare tempo davanti al computer per aggiustarlo, non occorre rovinare il file JPG nel tentativo di recuperare un'esposizione sbagliata. Avere lo scatto buon fin da subito consente, specialmente a chi inizia a fotografare, di riservare attenzione non alla postproduzione, ma alla selezione. E' molto più didattico ed utile avere 30 scatti tecnicamente buoni, tra cui poter scegliere con calma (ne andrebbero buttati 27), piuttosto che ammattirsi ad aggiustarli tutti e 30, stancandosi, e poi postarli su un sito senza accorgersi che forse andavano cestinati. Lo scatto buono fin da subito aumenta la capacità di autogiudizio. Uno scatto bene esposto consente di non sprecare pellicola e comunque (digitale o pellicola che sia) di non sprecare un'occasione di scatto. L'esposizione, insieme alla messa a fuoco è una delle cose che possono rovinare irrimediabilmente uno scatto irripetibile.

Vedremo in seguito il significato dei termini "sovraesposizione" e "sottoesposizione", ma esporre bene consente di evitare bruciature nelle alte luci, oppure chiusure totali nelle ombre, permettendo di avere un fotogramma dettagliato e nitido. Il problema non è conservare questi dettagli perchè sono importanti in ogni caso. A volte si cerca appositamente la mancanza di dettaglio, ed è giustissimo farlo, è una scelta del fotografo/a più che legittima. E' importante capire però che i dettagli è importantissimo conservarli, perchè se si perdono è impossibile ricrearli dal nulla. Se chiudo totalmente un'ombra a causa di un'esposizione non corretta (nero pieno), non si recupera. Lo stesso (peggio) avviene con le alte luci. Si fa sempre in tempo ad alzare un'alta luce non bruciata, ma una volta che è bruciata, è impossibile abbassarla per recuperare dettaglio, al massimo la si può "ingrigire", ma il dettaglio perso è perso per sempre. Come diceva Beppe Grillo, è facile fare una zuppa di pesce a partire da un acquario, ma è impossibile fare il viceversa. E' fisica. Credo che il concetto sia chiaro.
 
- L'esposimetro

Tornando per un attimo all'esempio precedente, abbiamo convenuto insieme che è facile valutare la giusta quantità da versare quando ci chiedono un bicchiere d'acqua. Ciò è possibile sostanzialmente perche noi disponiamo di due cose:

 - uno strumento di precisione
 - la nostra esperienza
 
Il nostro strumento di misura di precisione è il cervello (il mio purtroppo non è tanto preciso ma non mi lamento troppo ... :-) ). Il cervello dice al braccio di sospendere l'azione di versare l'acqua. L'esperienza invece consente di adattare il processo di versare acqua in un bicchiere a tutti i tipi di bicchieri (e di liquido, non solo acqua). Sappiamo che se dobbiamo versare birra, dobbiamo riempire un bocale enorme esattamente fino all'orlo, e con la schiuma. Se versiamo acqua in un piccolo bicchiere da tavola dobbiamo riempirlo un pò sotto l'orlo. E così via per il cognac, la vodka, ed il vino rosso. Come direbbe Antonio Di Pietro: "Che c'azzecca tutto questo con la Fotografia"? C'azzecca e come. Vediamo.

Anche l'esposizione è possibile per due cose:

 - uno strumento di precisione
 - la nostra esperienza
 
 Lo strumento di precisione si chiama "esposimetro", ed è presente nel 97% delle fotocamere utilizzate nelle foto di tutti i giorni. Se la macchina è regolata in automatismo, l'esposimetro è il "cervello" che misura e valuta la luce dicendo alla macchina prima e durante lo scatto quando le luce è sufficiente. L'esperienza è sempre l'esperienza. In base ad essa noi usiamo lo strumento di precisione per fare in modo da adattare la sua misurazione della luce alle più varie condizioni di luce ed in funzione dei risultati finali che vogliamo ottenere. Ad esempio se dobbiamo fotografare una sposa sappiamo per esperienza che dobbiamo ottenere il vestito esattamente bianco, nè grigetto nè bruciato. Se fotografiamo un gatto nero, nero deve essere. E così via.
 
Spero il paragone tra l'acqua e la luce sia chiaro.

 - Com'è fatto l'esposimetro?

L'esposimetro si manifesta nel mirino in vari modi. Nelle macchine meccaniche possiamo trovare dei led luminosi o degli aghi che indicano la luce che entra. Nelle macchine più avanzate abbiamo nel mirino delle scale LCD che si muovono in tempo reale ad indicare la luce che entra. Bisogna fare riferimento al manuale della propria macchina. In ogni caso, qualunque esposimetro indica quando la luce "secondo lui" è corretta. Perchè secondo lui? Un motivo lo abbiamo gia visto e lo ripetiamo: lo strumento misura soltanto, e ci da un'indicazione sulla correttezza della luce misurata, non la verità assoluta; diciamo che ci sta dando il suo punto di vista. La nostra esperienza potrà suffragare questo suo punto di vista. Diciamo che l'esposimetro ci fornisce  una misurazione "soggettiva" della luce, ovvero la luce "secondo lui". Il secondo motivo lo vedremo tra poco.

Vediamo come misura la luce l'esposimetro, ovvero cerchiamo di capire il suo punto di vista.

- Misurazione della luce

L'esposimetro misura la luce secondo un ben preciso riferimento, sarebbe l'orlo del bicchiere nel nostro esempio. Tale "orlo del bicchiere" si chiama "grigio medio" in gergo fotografico. Il grigio medio è una tonalità di grigio che non è nè troppo chiara nè troppo scura, media appunto. Ma allora noi possiamo misurare solo grigi? Ed i rossi, i verdi, i blu? No, l'esposimetro valuta tutti i colori secondo una tonalità "media". Tralasciamo i discorsi teorici ed andiamo sul campo. Toni medi perfettamente validi sono

- erba di prato
- cielo blu
- corteccia d'albero
- pelle abbronzata
- molte rocce
- asfalto consumato (non nuovo, qunado è nero)

Vediamo due esempi di toni medi:

Il verde della vegetazione estiva è di tono medio. Per esporre questa foto correttamente basta misurare quel verde. Come si fa in pratica lo veremo nelle prossime puntate, ora mi interessa che impariate a riconoscere i toni medi a "prima vista".

La corteccia di questo sughero e l'insetto stecco costituiscono un altro valido esempio ditono medio. Basta inquadrare e scattare. Esposizone corretta.

Il cielo azzurro, specialmente verso nord, è di un perfetto azzurro medio

La pelle leggermente abbronzata è un perfetto tono medio. Basta misurarla e scattare.

Vediamo ora degli esempio di esposizioni "falsate", ovvero vediamo che succede se misuriamo toni NON medi.

Supponiamo di essere davanti a questa scena:

Il soggetto è un portone molto scuro. Se scattiamo otterremo questa foto:

Vedete come è più chiara? L'esposimetro la vede come tono medio e fa del suo meglio per rendercela di quel tono. Altro esempio.

In questa scena ci sono pareti con molti toni chiari. Anche qui, se scattiamo otteniamo questa foto:

Vedete com'e più scura? L'esposimetro vede la scena come di tono medio e non fa altro che scurire quello che si trova davanti, riportandolo al tono medio.

Lo stesso succede se ci troviamo davanti a questa scena:

La parete chiara illuminata direttamente dal sole è ben più chiara del tono medio, e la foto verrà così:

Cioè più scura del tono medio.

Abbiamo quindi scoperto cone questi esempi (e con quanto detto finora) che se noi misuriamo la luce su soggetti "medi", la misura è sempre corretta, perchè il loro tono è "medio". La foto sarà correttamente esposta, senza bisogno d'altro. Voi direte: "ma come, mi sono comprato una macchina da 1000 Eu e posso misurare correttamente solo cose di tono medio?" La risposta è si. Qualunque esposimetro vede il mondo come fosse di tono medio. In realtà le cose stanno leggermente meglio di come sembra e la tecnologia aiuta parecchio, vedremo che ci sono esposimetri sofisticati in grado si fare non una semplice misurazione ma anche operazioni leggermente più complesse (vedremo nelle prossime puntate di che si tratta) che consentono di ovviare ad alcuni casi, ma solo alcuni. Riempite il mirino di qualunque esposimetro con una lavagna nera, per quanto sofisticato esso sia, la lavagna sarà di un bel grigio medio, non c'è niente da fare. Per fortuna la nostra esperienza ed il "ragionamento" (che nessuna macchina sofisticata potrà mai fare) ci consentirà di riportare la lavagna al nero corretto. Vedremo meglio nelle prossime puntate.

- Esercizio

Vi propongo questo esercizio (io c'ho buttato tanti rulli di diapositiva, ma a qualcosa è servito spero). Andatevene in giro con la macchina, anche in casa, e misurate gli oggetti che vi capitano. L'importante è che riempiate bene con il mirino l'oggetto che avrete puntato, sia esso pelle, erba, legno, roccia, cielo, e così via (il perchè dobbiamo riempire il mirino con l'oggetto lo vedremo nelle prossime puntate, per ora fidatevi). Scattate in JPG, NON RAW. Guardate la foto a monitor SENZA (ri)toccarla (l'ideale sarebbe stamparla senza correzioni, io proiettavo la diapositiva). Se vi sembra più o meno come l'avete vista dal vero ci avrete preso (piccole differenze sono ammissibili). Se invece vedete la foto notevolmente più chiara o più scura rispetto a quanto ricordate, non vi allarmate. E' normale. Avete avuto a che fare per la prima volta in modo consapevole con un chiaro errore di esposizione. Ed avrete per la prima volta capito che l'esposimetro è solo uno strumento di misura. Sta a noi capire se fidarci di quello che dice oppure no. Vedremo come farci un'esperienza e come correggere la lettura dell'esposimetro, quando essa non è affidabile. L'importante è imparare a riconoscere e trovare il tono medio al volo in una inquadratura, è una delle abilità tecniche più preziose per un fotografo.

Siamo giunti al termine. Visto il feedback positivo ricevuto sull'HOWTO dedicato al flash, anche per questo tutorial ho aperto un forum dedicato all'esposizione nella sezione "Trucchi e tutorial". Per praticità non lo suddividerò in puntate, ne apro solo uno e ponetemi lì tutti i quesiti che volete. Sarò felice di rispondere per quanto mi sarà possibile.

Alla prossima puntata.

 

Andrea Conti

   

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