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Copertina > Redazione > In Primo Piano > Mimmo Jodice
Mimmo Jodice - Di: ty, Letto: 421 - Del 15/05/2010

Scatti di poesia

MIMMO JODICE

La mostra di Mimmo Jodice è stata una folgorazione, per chi, come me, si è avvicinato da poco al mondo della fotografia. Sempre più spesso, al momento di entrare in una galleria, occorre predisporre il proprio animo agli eventuali messaggi 'cerebrali' e spesso autoreferenziali dell'artista, dimostrare quindi una duttilità mentale per poter godere appieno di quanto l'autore delle opere intende trasmettere. Ovvero affrontare la visita consapevoli della dilagante intellettualizzazione dell'arte contemporanea, di cui la fotografia non è certo esente.

Le opere di Mimmo Jodice invece si impongono all'attenzione per la loro istantanea vicinanza ai valori più classici della pittura: luci ed ombre, equilibrio delle parti, armonia nelle forme. 

E' infatti dalla pittura e dalla scultura che prende vita il modo di avvicinarsi alla fotografia di Jodice. Ripercorro i 50 anni di carriera attraverso i mutamenti che l'artista propone in circa 180 scatti, molti dei quali stampati a mano dallo stesso autore: dall'esordio fra la fine degli anni '60 e fino al 1978, dove emerge l'influsso delle sperimentazioni contemporanee, in opere riconducibili all'estro di Bill Brandt nella deformazione dei soggetti alla denuncia sociale, alla Napoli del colera, all'impegno politico, al modo di intendere la Natura, quindi il Mare, al quale è affidato il compito di chiudere la mostra.

                                     

 

 

In ogni sezione, indipendentemente dai soggetti e dai temi trattati, Jodice non prescinde mai dai valori estetici, prevalenti su tutto. “Glass”, una fila di bottiglie in vetro, immagine perfetta della serialità dei prodotti industriali, è comunque soprattutto uno straordinario gioco di luci. Tre bambini che giocano a nascondersi dietro una tenda fanno sorridere ma rapiscono per la stessa luce che svela e nasconde. E lo scugnizzo di Ercolano che pare venir fuori dall'oscurità del suo mondo povero, con la sua aria imbronciata e lo sguardo accigliato.

Ne deriva un fascino profondo e inquieto, prorompente in ogni scheggia di realtà fermata da Jodice.

                                                           

 

A Roma: Palazzo delle Esposizioni, dal 9 aprile all'11 luglio 2010

A Parigi: Maison Européenne de la Photographie, dal 14 aprile al 13 giugno 2010.

 

Tina Monfreda

 (immagini tratte da Google)

 

   

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